dream on

amicizia2qs9

Eppure, stento io stessa ad ammetterlo, mi sarebbe piaciuto invecchiare accanto ad un uomo: uno di quelli per la vita.
Condividerne soddisfazioni e perplessità, aiutarlo, aprile la porta di casa con lui, permettergli di accarezzarmi un braccio senza una parola.
Insomma, una di quelle storie che, a vederle dall’esterno, sembrano tutte uguali mentre solo chi ci sta dentro sa, conosce, vive.
Perchè si ha un bel dire che è la stessa recita per tutti.
Si ha un bel dirlo, e solo io l’avrò pensato centinaia di volte.
Il fatto è che non sappiamo, se non quello che ci viene permesso di osservare.
Mi è mancato tanto, e a lungo, quel legame solido fatto di comprensione vera e capacità di ascolto, quel guardarsi senza bisogno di dire.
La mano sulla mano durante le sere piovose d’inverno, davanti a un film.
Lo spunto di riflessione me l’ha offerto un’incursione fortuita nel blog di poesie di un bel signore conosciuto su fb perchè marito di una conoscenza ancora più datata.
Dolce, buono e paziente lui, lei spontanea, vivace, brillantemente arguta.
Forse il segreto sta tutto nell’essere bravi ad assortirsi: come il melone col prosciutto.
Nello snocciolarsi spesso tedioso dei miei anni ho conosciuto gente così, oltre alla moltitudine farlocca che si riproduce come se ciò fosse il frutto di una maledizione.
Ho incontrato donne e uomini insieme, veri, e mi sono rammaricata molto per non essere riuscita ad incontrare o, chissà, a riprodurre un miracolo.
Son di indole insofferente, lo so bene, ma non ho trovato accoglienza, nè accettazione.
Solo una serie di scontri e tensioni, di polemiche e bugie che ho contribuito ad alimentare.
Al tempo in cui il tempo è scaduto ho imparato a farmi scivolare addosso il rammarico di una menomazione che ho tentato invano di convertire in cinismo d’accatto.
Però mi è pesato.

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