afflati kafkiani

Quanto, di ciò che difficilmente si sopporta, siamo realmente disposti a sopportare? Il “volemose bene” ad ogni costo improvvisamente non basta: non più. Tolleranza zero, sopportazione zero, empatia zero. A volte si riesce ad abbozzare ancora un mezzo sorriso per una sorta di riflesso pavloviano: sentendosi ridicoli e consapevolmente fuori posto. La voglia di mandare […]

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non solo

  Bella immagine, vero? Per gli uomini spesso siamo solo questo, e a nulla pare siano serviti anni di lotte per l’emancipazione. Non solum. Bene che vada ci si imbatte in strane bonarietà di tipo concessivo: sostanzialmente in quattro parole in croce dette per quietare l’animus ribelle. Al peggio ci si rende conto, ben presto, […]

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parlare ai morti

Tenere il cervello in allenamento mi costa tanta fatica: soprattutto dopo le solite notti insonni: una ogni due, tre. Nelle notti a luci accese divento allucinata e possibilista, imprudente ed autentica. Salvo accorgermi, dopo un po’, di aver pensato ai morti, e parlato ai sordi. Le notti a luci accese amplificano ricordi, emozioni e afflati […]

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spine

  Che cosa c’è, dopo questa vita? Ultimamente me lo chiedo spesso, anche se sono orientata a credere che questo nostro passare per tante vicende sia solo un ciclo biologico come altri. Desiderare la fine di tutto è umanissimo, anche se non esattamente comune, ma c’è sempre la paura di un ripensamento in extremis: e […]

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stilnox

  Che sia una festa, la rappresentazione di qualcosa, un’inaugurazione molto importante mi sfugge. C’è tanta gente vestita in maniera piuttosto elegante: gente giovane, mi pare. Con uno squillo mi avverte che è arrivato, e che è nel parcheggio di questa mega villa che ci ospita. Gli vado incontro con ansia ed imbarazzo, camminando in […]

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infinity

  Amo un albero, un metro di recinzione, lo scontrino del caffè che ho conservato in tasca. Le scarpe che portano ancora i segni del mio cane, il profumo che si spande per casa, la compressa di tachipirina che ho  mandato giù nel pomeriggio e l’antibiotico che sto per mettere in bocca adesso. Il vino […]

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qualcosa da bere

  Sensazione di vuoto, di paura e sgomento per la me che non avevo ancora avuto il piacere di conoscere. Mi sono presentata a me stessa: inimmaginabile sensazione di estraneità. Quale me ha conosciuto quella in carica di vigilatrice cosciente? Vorrei dirvi, ma non so. Police – Spirits in the material world

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