Fotofobica, afona per scelta.
Gli esseri che si muovono intorno a me, intorno, ruotano inconsapevoli che la fine è più vicina di quanto potrebbero mai riuscire a immaginare.
E non serviranno le certezze, chè nemmeno i dubbi, almeno quelli, ci avranno resi possibilisti di fronte all’incombenza della catastrofe.
Lasceremo le nostre conoscenze, le dispense sempre più vuote, i posti di lavoro e i gioielli di famiglia scampati alla brama dei compro oro.
E le nostre stupidissime convinzioni di essere migliori degli altri, se non il meglio in assoluto.
E le boccette di profumo, e i balocchi, rideranno di noi e delle nostre antiche speranze, inneggiando a Morte e Miseria.
Fotofobica, afona, con le palpebre chiuse a fessura e le orecchie stordite da ciò che, ancora, anima qualcosa dentro la mia carcassa deambulante, picchio le immagini sbiadite e quelle che stanno per sparire, più e soprattutto chi parla, parla, parla sfidando il muro del suono senza il minimo senso di logica.
Siamo gli eredi moribondi di una galassia scomparsa: pseudouomini, pessimi attori che recitano senza sapere che tutti lo facciamo da una vita al solo ed esclusivo beneficio di vecchie convinzioni false e stantie.

Non tutti sono inconsapevoli. Solo i più fortunati.
Amen
Infatti aspiro fortemente all’incoscienza totale, Manuela.
Fiat voluntas tua, Enzo. :)