le cose

Cosa pretendi, alle 02, 03 di un giorno nuovo? “A brand new day”, avrebbe detto (meglio, cantato) qualcuno.
Pare soffi una piacevole brezza, ma forse è la macchina del vento, ventilatore dal nome importante ma, in effetti, efficace.
L’amata terrazza è mediamente disordinata, complici i gatti che si infilano ovunque: anche oltre la rete metallica con cui ho creato una
barriera per proteggere le mie piante, oggetto di incursioni e saccheggi da parte di quattro cuccioli di cinque mesi che, secondo i miei piani e i calendari della asl, non avrebbero dovuto vedere la luce. E invece mamma Selvaggia (di nome e di fatto) è riuscita a farsi beffe dei miei disperati appostamenti con la gabbia trappola, partorendo cinque Anime il venti di marzo. Una non sopravvisse, forse schiacciata dalla mamma in difficoltà. Gli altri quattro, tre maschi e una femmina, sono cresciuti vivaci a iperattivi.
Amo loro, ma anche le mie sudate piante: certe conciliazioni nascono sotto una cattiva stella, lo ammetto.
Gli attentatori sono solo loro. Una volta sacrificati al dio dell’asessualità potranno raggiungere il resto della truppa che vive, mangia e dorme in giardino.
Me ne curo con amore, ma mi tocca fare i conti con gli anni che passano, con la schiena smottata, con le preoccupazioni che mi aleggiano intorno come corvi.
Però non ho intenzione di arrendermi, di alzare un’ipotetica bandiera bianca che, per come sono strutturata, non mi farebbe onore.
Sono qui, e combatto solo facendo del mio meglio. Chiaramente con tutto il cuore che mi è rimasto.

Sting – Brand New Day